mercoledì 2 febbraio 2011

INPS, IL NOSTRO GRANDE POETA

Dopo la notizia bomba, ecco una mitica citazione del grande Inps:

“Credo nelle rovesciate di Beneggi, e nei riff di Valerio. Credo al doppio suono nel campanello del padrone di casa che vuole l'affitto ogni primo del mese. Credo che un S.G.Bosco come quella di Vanazzi, Beneggi e Gavina non ci sarà mai più, ma non è detto che non ce ne saranno altre belle in maniera diversa. Credo che non sia tutto qua; però, prima di credere in qualcos'altro, bisogna fare i conti con quello che c'è qua: e allora mi sa che crederò primo o poi in qualche dio. Credo che se prima o poi avrò una famiglia sarà dura tirare avanti con tremila euro al mese, però credo anche che se non leccherò il culo come fa Ceco difficilmente cambieranno le cose. Credo che c'è un buco grosso dentro, ma anche che il rock and roll, qualche amichetta, il calcio, qualche soddisfazione sul lavoro, le stronzate con gli amici, bè, ogni tanto questo buco me lo riempiono. Credo che la voglia di scappare da un paese di tremila abitanti vuol dire che hai voglia di scappare da te stesso, e credo che da te non ci scappi neanche se sei Achille... Credo che non è giusto giudicare la vita degli altri, perchè comunque non puoi sapere proprio un cazzo della vita degli altri. Credo che per credere, certi momenti, ti serve molta energia. Ecco, allora vedete di ricaricare le vostre scorte con questo...”

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